Sandro Tonali, il direttore del Brescia classe 2000

Sandro Tonali: polmone e cervello nel cuore della manovra, il degno erede degli illuminati del centrocampo che in carriera hanno vestito la maglia biancazzurra.

Dopo essere diventato uno degli inamovibili dell’undici lombardo nel girone di ritorno dello scorso campionato, Sandro Tonali ha saputo completare brillantemente lo step successivo del suo percorso di maturazione calcistica.

Trentadue presenze, tutte da titolare, condite da tre reti segnate (non banali perché coincise con due vittorie e un pareggio dei suoi), rendono il centrocampista classe 2000 uno dei volti sulla copertina della Serie A riconquistata dalle rondinelle.

Tonali si è preso il proscenio con le stimmate del predestinato e le caratteristiche del giocatore universale: magnifico direttore d’orchestra in cabina di regia, sontuosa mezz’ala di qualità e quantità, con tempi di inserimento da assaltatore e una predisposizione al sacrificio che lo rende efficace anche in fase di non possesso.

Il paragone con Andrea Pirlo viene spontaneo, ma la sua capacità di spostare anche più avanti il suo raggio d’azione lo rende più vicino ad un Verratti “2.0”, con più presenza fisica e più gol nelle corde rispetto al centrocampista del Psg. L’eleganza delle sue movenze ha già fatto innamorare le big del calcio italiano, la maturità con la quale sta gestendo la sua scalata verso il successo porta a scommettere ad occhi chiusi sul suo futuro da grande.

Anche Roberto Mancini non ha avuto dubbi, convocandolo in Nazionale per l’amichevole contro gli Usa dello scorso novembre, prima che Gigi Di Biagio gli affidasse le chiavi del centrocampo dell’Under 21. I selezionatori azzurri se lo contenderanno in vista dei prossimi impegni, vista la sua eleggibilità sia per il Mondiale Under 20 che per l’Europeo Under 21 (e addirittura per quello Under 19, tappa che però può ormai considerarsi bruciata come molte altre della sua giovane carriera).

Comunque vada, la sua sarà un’estate azzurra. Aspettando un mercato che promette di vederlo protagonista e una prima stagione in Serie A che lo chiama allo step successivo del suo esaltante percorso di crescita.

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